Venerdì 8 febbraio 2019 il candidato Sindaco Sergio Tommasini, Laura Nante e Stefania Rossi, rispettivamente coordinatrice e membro del Gruppo dei 100, hanno visitato l’Opera Don Orione accompagnati da una rappresentanza del Consiglio Direttivo. Dopo aver visto il Giardino Alzheimer, le belle terrazze con vista mare e il reparto che dispone ancora dell’antico soffitto ligneo seicentesco, hanno avuto modo di vedere le bambole Joyk, acquistate con il finanziamento erogato proprio dal Gruppo dei Cento, il quale in ottobre aveva organizzato una cena di beneficenza per avviare presso la struttura la “Doll Therapy”, o “Terapia della Bambola”, terapia  non farmacologica per i pazienti affetti da disturbi comportamentali. Le sette bambole saranno poi oggetto nel 2019 di un corso di formazione specifico rivolto ai professionisti sanitari della struttura che utilizzeranno il metodo.

L’utilizzo della “Doll Therapy” nasce in Svezia dall’idea di Britt Marie Egedius Jakobsson, psicoterapeuta, che ha utilizzato la bambola per stimolare l’empatia e le emozioni del proprio figlio affetto da autismo. Da quel momento in poi, e con uno sviluppo sempre maggiore, le bambole dedicate alla terapia come le “Empathy Doll” diventano in tutta Europa un oggetto simbolo nella relazione di aiuto. Esse verranno usate per stimolare l’emotività e l’empatia di bambini ed adulti e successivamente come elemento di cura e terapia per i malati di demenza.

Utile sia a livello preventivo che di cura, l’intervento organizzato sistematicamente e professionalmente porta benefici, come la modulazione di stati d’ansia e di agitazione e delle loro manifestazioni sintomatiche (aggressività, insonnia, apatia o wandering), la conseguente possibilità di ridurre sensibilmente il ricorso ai sedativi, contrastando le condizioni di depressione caratterizzate da disinteresse ed inattività totale, la capacità di rispondere ai bisogni emotivi-affettivi che, malgrado il deterioramento cognitivo, rimangono presenti ma non sono più soddisfatti come in età precedenti, la possibilità di ostacolare il deterioramento di alcune abilità.

A partire dall’osservazione delle potenzialità di questa terapia, essa può essere considerata un metodo integrativo piuttosto che alternativo, ma anche uno strumento di riabilitazione in grado di aiutare a ridurre e compensare le compromissioni funzionali degenerative. Dati preliminari dimostrano come, nei pazienti dementi degenti in residenze socio assistenziali, la terapia con la bambola sia stata utile nel ridurre i sintomi di aggressività ed il carico infermieristico in pazienti lungodegenti con disturbi comportamentali.

Le bambole terapeutiche originali, denominate Joyk, possiedono caratteristiche particolari che potrebbero non farle apparire come le bambole più belle in vendita, ma che le rendono maggiormente in grado di suscitare emozioni e che per questo vengono definite anche “bambole empatiche”.

Grazie al sostegno economico del Gruppo dei 100, l’Opera Don Orione ha acquistato le bambole Joyk per poter introdurre l’utilizzo della metodologia “ Doll Therapy” nell’approccio integrato delle terapie non farmacologiche per anziani affetti di demenza.