La storia di Don Orione

Tutto inizia da un sognatore: don Luigi Orione

Don Luigi Orione nacque a Pontecurone (AL) il 23 giugno 1872. Divenuto sacerdote, dedicò la sua vita a lavorare per venire incontro ai bisogni delle classi più umili. Si circondò di persone che condividevano i suoi stessi ideali e svolse la sua attività caritativa in forme molto diversificate, secondo le necessità che via via emergevano. Si prodigò per gli orfani, per i poveri, per le popolazioni terremotate. Aprì le porte della sua carità ai malati mentali, ai disadattati, a quanti non potevano dare altra garanzia che la sofferenza. Mons. Daffra, Vescovo di Ventimiglia, che fu suo rettore nel seminario di Tortona, chiamò don Orione a Sanremo nel 1899 perché aprisse un convitto (Convitto San Romolo) per i ragazzi che dall’entroterra venivano a frequentare le scuole in città (chiuso nel 1957). Sempre nella nostra città, don Orione aprì per qualche anno anche il Noviziato della sua incipiente Congregazione. Nel 1922 acquista Villa S. Clotilde in C.so Cavallotti per farne una casa di accoglienza. Proprio in quella Villa morì il 12 marzo 1940. Alla sua morte, con la collaborazione di numerosi amici ed ex allievi del San Romolo, la Congregazione pensò a un “monumento di carità” in Sanremo e acquistò il vecchio ospedale trasformandolo in Piccolo Cottolengo (1943). I legami tra Sanremo e don Orione sono tali e tanti da infondere in noi e nei nostri ospiti la fiducia nella sua speciale predilezione. Il 16 maggio 2004 papa Giovanni Paolo II proclamò don Orione Santo, indicandolo come “lo stratega della Carità”. Scrive don Orione: “I piccoli, i poveri, i vecchi, gli afflitti, gli orfani, i malati sono il mio sogno, il canto di Dio che da anni mi passa nell’anima, nella mente, mi gira tutto d’intorno e mi ferisce il cuore e mi fa vivere e morire d’un fuoco ardentissimo”.

Dicono di lui

“Don Luigi Orione ci appare come una meravigliosa e geniale espressione della carità cristiana. E’ impossibile sintetizzare in poche frasi la vita avventurosa e talvolta drammatica di colui che si definì umilmente ma sagacemente, “il facchino di Dio”. Però possiamo dire che egli fu certamente una delle personalità più eminenti di questo secolo per la sua fede cristiana apertamente professata e per la sua carità eroicamente vissuta. Egli fu sacerdote di Cristo totalmente e gioiosamente, percorrendo l’Italia e l’America Latina, consacrando la propria vita a coloro che più soffrono, a causa della sventura, della miseria, della cattiveria umana. Basti ricordare la sua operosa presenza fra i terremotati di Messina e della Marsica. (…) Dalla sua vita, tanto intensa e dinamica, emergono il segreto e la genialità di Don Orione: egli si è lasciato solo e sempre condurre dalla logica serrata dell’amore! (…) Ebbe la tempra e il cuore dell’Apostolo Paolo, tenero e sensibile fino alle lacrime, infaticabile e coraggioso fino all’ardimento, tenace e dinamico fino all’eroismo, affrontando pericoli di ogni genere, avvicinando personalità della politica e della cultura, illuminando uomini senza fede, convertendo peccatori, sempre raccolto in continua e fiduciosa preghiera. Mirabile è Dio nei suoi santi, e Don Orione rimane per tutti un esempio luminoso e conforto nella fede”.

Roma. Giovanni Paolo II – Cerimonia di Beatificazione, 26 ottobre 1980

“Il cuore di questo stratega della carità fu senza confini perché dilatato dalla carità di Cristo. La passione per Cristo fu l’anima della sua vita ardimentosa, la spinta interiore di un altruismo senza riserve, la sorgente sempre fresca di una indistruttibile speranza»

Roma. Giovanni Paolo II – Cerimonia di Canonizzazione, 16 maggio 2004

Perché il Piccolo Cottolengo? Don Orione ha scritto: “Pieghiamoci con caritatevole dolcezza alla comprensione dei piccoli, dei poveri, degli umili. – Servire negli uomini il Figlio dell’Uomo. – Avere un cuore grande e la divina follia delle anime. – Vedere e sentire Cristo nell’uomo. – Fare del bene a tutti, del bene sempre, del male mai a nessuno. – Quando i malati si presentano alla porta del Piccolo Cottolengo, non si può chiedere di che religione o Nazione siano, ma se hanno un dolore da lenire. Ecco l’idea portante di don Orione, l’anima delle sue case di carità. Perché, in definitiva, i Piccoli Cottolengo? Perché siano il segno della carità di Cristo e della maternità della Chiesa. Non dunque solo opere sociali, ma molto di più.

La storia dell'Istituto

Il piccolo Cottolengo di Don Orione

Dopo la morte di don Orione nasce l’idea di “un monumento vivo di cristiana carità” e fu individuato il vecchio ospedale sulla collina della Madonna della Costa. Questo edificio nasce come convento Agostiniano (1651). Re Carlo Alberto, sostando a Sanremo nel 1836 in occasione di un suo viaggio a Nizza, mosso a pietà nel vedere numerosi lebbrosi senza alcun aiuto, lasciò una cospicua somma per l’erezione di un lebbrosario. Questo fu eretto aggiungendo un’ala al vecchio ospedale esistente presso il Santuario della Madonna della Costa. Essendo tale struttura diventata insufficiente, nel 1858 re Vittorio Emanuele II la allargò dandola poi in gestione all’Ordine Mauriziano.
Quando l’ospedale fu trasferito nell’attuale sede, nel 1936, l’immobile rimase inutilizzato per diverso tempo finché l’Opera di don Orione lo acquistò nel 1942 per adibirlo come Piccolo Cottolengo. Fu inaugurato il 12 Marzo 1943, a tre anni dalla morte del santo.
L’opera subisce nel corso degli anni un profondo e radicale rifacimento strutturale fino all’inaugurazione dell’attuale struttura nel maggio 2010.

La storia di Villa Santa Clotilde

Nel 1922 don Orione acquistò, col contributo di una benefattrice, quella che era la casa delle “Dame del Sacro Cuore” e mai avrebbe pensato di trascorrere qui, “tra le palme”, gli ultimi 3 giorni della sua vita. Ancora oggi è possibile visitare la “cameretta” con un piccolo museo attiguo. Nel 1976 La Villa si arricchisce della nuova casa di riposo, sorto nel suo giardino, a ridosso della pista ciclabile e del Porto Sole. L’edificio è immerso nel verde del parco, ricco di piante esotiche a pochi metri dal mare. La sua posizione lo rende ottimale ad accogliere anziani ancora autosufficienti che possono trovare assistenza e confort a pochi passi dal centro di Sanremo. La Residenza Protetta “don Orione” può ospitare 45 anziani in camere singole e doppie.