Oggetto: PROGETTO “VICINO AGLI OCCHI, VICINO AL CUORE”. 

Cari parenti e conoscenti, a distanza di circa due mesi dall’inizio della pandemia che ci ha indotti a sospendere le visite  dei famigliari, grazie a tutti gli sforzi fatti, all’impegno di tutti gli operatori (di ogni categoria professionale), alla collaborazione e alla comprensione di ospiti e famigliari, riteniamo di essere finalmente in grado di riaprire parzialmente la struttura a degli incontri tra di loro, nelle modalità che di seguito illustriamo e precisando sin dall’inizio che, in ogni caso, si tratterà di un progetto della Opera Don Orione nella fase 2 della pandemia   e che, come tale, potrà subire ulteriori “aggiustamenti” o, persino, essere revocato, qualora l’andamento della situazione epidemiologica della struttura o del territorio  o altri fattori ce lo imponessero.

“Selezione” degli ospiti

  • Gli incontri saranno organizzati e gestiti dai nostri educatori che, predispongono gli elenchi degli ospiti e dei famigliari .
  • Ai medici, poi, spetta la valutazione delle condizioni cliniche e assistenziali dell’anziano: in base a questa valutazione il medico conferma o meno all’educatore la possibilità dell’anziano di rimanere nell’elenco degli incontri.
  • Una volta ottenuta la conferma degli elenchi degli ospiti e dei famigliari, gli educatori procedono come di seguito specificato.

Cadenza degli incontri

  • Per motivi di sicurezza igienico sanitaria (distanziamento sociale ecc.) e per motivi organizzativi, ogni educatore organizzerà non più di quattro incontri per volta a rotazione, in due sessioni al giorno di mezz’ora l’una.
  • Onde evitare di sospendere la restante attività degli educatori, ciascuno di loro si renderà disponibile per due giorni alla settimana, per due ore (compresa la durata dell’accompagnamento degli ospiti nel luogo degli incontri), di mattino o di pomeriggio (a seconda del proprio orario di lavoro e del proprio programma di attività ordinarie).
  • Per questo, si ritiene possibile consentire a tutti gli ospiti coinvolti nell’iniziativa di usufruire di un incontro nell’arco di circa un mese.
  • Si precisa che alcuni ospiti potrebbero esserne esclusi o per ragioni cliniche conclamate (impossibilità di trasferimento nel luogo degli incontri) o per ragioni contingenti (indisposizione imprevista di poco antecedente l’incontro).
  • Terminata la prima “tornata”, salvo eventuali imprevisti, sarà possibile ripetere l’iniziativa il mese successivo.

Programmazione degli incontri con i famigliari

  • Per ogni ospite, i nostri educatori contatteranno un solo famigliare, il “caregiver” di riferimento, cioè quello che si reca maggiormente a fare visita all’anziano. 
  • Nei casi in cui vi siano più parenti e la “scelta” di chi contattare sia problematica, se c’è un amministratore di sostegno, l’educatore contatterà quest’ultimo, che gli comunicherà quale dei famigliari verrà individuato per la visita. In assenza di amministratore di sostegno, l’educatore, se in dubbio sul caregiver principale, potrà chiedere supporto al medico responsabile di reparto e/o all’assistente sociale.
  • Questo significa che gli incontri, per ogni ospite, dovranno essere fatti da un solo famigliare, quello contattato dall’educatore.
  • Per motivi organizzativi, l’educatore proporrà al famigliare di riferimento una sola data e un solo orario (di mattino o di pomeriggio) e il famigliare non potrà chiedere alternative (salvo eventuali eccezioni motivate, gestite in autonomia dall’educatore).
  • Nel corso della telefonata per fissare l’appuntamento, l’educatore menzionerà al famigliare alcune indicazioni finalizzate a prevenire, ove possibile, situazioni di eccessivo carico emotivo per l’ospite e per il famigliare stesso.
  • L’educatore chiederà al famigliare se intende portare con sé effetti personali o altro da lasciare per l’ospite (in conformità con quanto già previsto dal Regolamento interno).
  • L’educatore avviserà altresì il famigliare che nel caso di imprevisti o motivazioni di salute che gli rendessero impossibile recarsi all’incontro, questi dovrà avvisare quanto prima (possibilmente non oltre le 24 ore precedenti), l’educatore, in modo che né lui, né l’ospite lo attendano invano e, se possibile, in modo che al posto suo venga avvisato e fatto venire in struttura un altro famigliare.
  • Ogni educatore, completato l’elenco degli incontri, ne invierà copia agli operatori del front office, all’assistente sociale e al medico responsabile di reparto (via mail).

Accesso alla struttura

  • Una volta fissato l’appuntamento, il famigliare dovrà recarsi presso la struttura con puntualità, evitando di arrivare troppo presto (per non creare assembramento al di fuori) o in ritardo.
  • Il famigliare contattato dovrà venire da solo e dovrà essere munito di mascherina chirurgica.
  • In ogni caso il famigliare suonerà e si presenterà alla Portineria dell’ingresso principale e avviserà l’operatrice del Front Office, la quale identificherà il caregiver segnalato (tramite elenco fornito dagli educatori) e preleverà eventuali oggetti portati in occasione dell’incontro (salvo poi consegnarlo in seguito all’educatore).
  • Il famigliare poi salirà verso l’entrata del chiostro (in prossimità della piazzetta con la statua di Don Orione) e da lì accederà alla struttura.
  • Giunto all’entrata del chiostro, suonerà il campanello e attenderà l’apertura.
  • Non verrà aperto a terzi (in visita) o a chi, pur essendo in elenco, non si farà riconoscere o non avrà indosso la mascherina.

Accoglienza del famigliare e incontro con l’ospite

  • Una volta entrato nel chiostro, il famigliare si dirigerà verso il lato opposto all’entrata e l’educatore lo accoglierà e lo farà accomodare in una delle quattro postazioni disponibili.
  • Il famigliare rimarrà all’esterno, davanti a una finestra che, per l’occasione, sarà aperta.
  • Dall’altro lato, nel salone, sarà presente, seduto, l’anziano suo parente.
  • I due potranno parlarsi sotto la “supervisione” dell’educatore, alla distanza di almeno un metro e con la barriera protettiva di una lastra di plastica trasparente (tipo plexiglass).
  • Il colloquio durerà circa trenta minuti.
  • Nel caso di situazioni impreviste e di difficile gestione (scompenso emotivo dell’anziano, malore improvviso o altro), l’educatore potrà intervenire, valutando se chiedere supporto al medico e/o, se presente, alla psicologa. 
  • Qualora la situazione lo richiedesse, suo malgrado, l’educatore o il medico, potranno disporre unilateralmente la sospensione dell’incontro, avvisando il famigliare e contando sulla sua comprensione e collaborazione.